"Nella mia città non vorrei vedere tutto ciò che vedo adesso"

Abbiamo intervistato Alessio Imbriglio, giovane candidato di Fratelli d’Italia, che sostiene la corsa alle elezioni di domenica 5 giugno di Andrea Cassani.

Perché si è candidato? “È stata una scelta di campo”, come disse qualcuno anni fa. Ho le competenze e la voglia di mettermi in gioco, affiancate dalla possibilità per poterlo fare concretamente.

Che idea ha della politica? Penso che si possa fare molto, sta soffiando un nuovo vento, le persone non sono più le stesse di qualche anno fa. Anche per questo l’impegno maggiore dei politici è sicuramente la richiesta di correttezza.

Quali sono i suoi maestri di vita? È una risposta difficile, non saprei indicarne uno solo. Sono laureato in lettere, perciò ho studiato parecchi personaggi storici. Direi tutti coloro che hanno avuto un impegno politico serio e anche culturale.

Qual è il primo intervento che dovrebbe fare il futuro sindaco? Il futuro sindaco dovrà innanzitutto lavorare sulla sicurezza. Non mi sento sicuro ad attraversare le strade di notte in mezzo a ciò che il centrosinistra chiama integrazione ma che tale non è, anzi, affermare che quella è integrazione secondo me è fuori dal mondo. 

Quali sono i tre settori più importanti su cui agire? Oltre alla sicurezza, direi il sociale e la cultura. Il sociale per permettere alle famiglie gallaratesi di avere un margine di vivibilità più ampio: si è dato troppo spazio ad altre tematiche quando invece era necessario offrire più risorse alle persone in difficoltà e che vivono in Italia. Per quanto riguarda la cultura si può fare tanto, a cominciare dall’offrire alle persone la possibilità di avere un centro culturale. Nel nostro programma la cultura è un settore molto sentito, dalla biblioteca a tutto il resto.

Qual è la critica maggiore che farebbe a chi ha governato in questi cinque anni? Secondo me la critica maggiore è stata quella di aver anteposto alcuni interessi rispetto ad altri. Avrei preferito una maggiore attenzione nei confronti di chi ha sempre pagato le tasse, con un occhio particolare anche a partire dalla crisi economica. Tuttavia, le scelte dell’amministrazione uscente hanno portato investimenti in progetti con un peso sicuramente minore. 

Qual è la cosa migliore che ha fatto l’attuale amministrazione? Si può dire “no comment”?

Tra innovazione e tradizione a cosa darebbe più spazio? Tradizione e innovazione mi fa immediatamente pensare al binomio anziani e giovani. Io darei spazio ai giovani quanto agli anziani, secondo me le due fasce della popolazione più deboli, i giovani perché hanno un futuro da costruire e gli anziani che magari avrebbero auspicato un futuro migliore ma che, purtroppo, si trovano in questa situazione.

Chiudono sempre più attività in città. Che cosa farebbe per contrastare questa situazione? È forse la cosa più banale, ma direi dare maggiori incentivi, dare più spazio e aiutare anche dal punto di vista degli sgravi fiscali da concedere a chi è a Gallarate da più tempo, incoraggiando sicuramente le attività locali. 

Che cosa non vorrebbe vedere nella sua città? Nella mia città non vorrei vedere tutto ciò che vedo adesso, e cioè il degrado e le persone allo sbando a qualunque ora del giorno e della notte.

Che cosa le dice “diritti civili”? I diritti civili sono i diritti minimi per garantire a tutti uguale dignità.

 

CM

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2 risposte a “"Nella mia città non vorrei vedere tutto ciò che vedo adesso"

  1. GMT

    Se non vuoi vedere quello che vedi adesso a Gallarate, cambia città.
    Fai prima.
    Sillogismo.
    Corri per il centrodestra di Cassani.
    Dici che negli unici cinque anni del centrsinistra non si è fatto nulla.
    Sostieni che Gallarate non è come vorresti e che anzi è sporca, insicura, abbruttita.
    Beh, è esattamente quella che ha costriito il centrodestra in quindici anni in cui Mucci e la Giunta che lo sosteneva hanno fatto di tutto per superare i 50 mila cittadini.
    Come? Con una iniezione di stranieri facilitati nello stabilirsi a Gallarate.
    Infatti abbiamo quasi 9 mila extracomunitari (ufficiali) su 52 mila Gallaratesi.
    Meditate.

  2. alessio imbriglio

    mi fa piacere avere la possibilità attraverso questa risposta di integrare l’articolo, composto da domande non preparate in precedenza e alcune delle quali non di facile risposta. Bé certo, che se tutti se ne andassero al posto che rimanere e cercare di risolvere i problemi, sarebbe molto più semplice. Io in questa campagna mi sono comportato con estrema correttezza e pudore, stando lontano dalla scena, tanto da sentirmi dire pure un “e chistu chicazu ie?”, e leggendo questa intervista sarà risultata chiara la mia volontà di proporre soluzioni piuttosto che aggredire gli avversari… le questioni delle quali ho parlato, sono quelle che sento quotidianamente, e da parte di molti, e mi sono fatto voce di una parte di popolazione che ritiene di non essere stata rappresentata in questi anni… in questi mesi ho ascoltato più che parlato, ho girato dal centro alle periferie, a piedi, per rendermi conto della situazione reale, e te la confermo… quando la gente mi parla, normalmente dico solo a fine discorso di essere uno dei candidati, tanto che uno ieri mi ha detto: “questo è proprio sfortunato col cognome che si ritrova, imbroglio, non va bene!” a parte che è Imbriglio, ma sorridendo poi mi sono presentato. Tutti diciamo di avere soluzioni e essere la persona giusta da votare, poi dopo le elezioni in quanti mantengono l’impegno? Non scappo e sono sempre a disposizione, non sono infallibile, ma provo ad essere un alternativa reale. Se tu hai soluzioni migliori e sari coerente nel portarle avanti, ti auguro di vincere. Le persone, io compreso, sono stufe delle parole, servono soluzioni concrete, con un’attenzione maggiore a chi è in difficoltà ed è nato in questo paese mantenendolo fino adesso, e non ha ricevuto nulla in cambio se non altri problemi…

    Alessio Imbriglio

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