"Gallarate deve tornare a essere la città-salotto di un tempo"

«Un ambiente familiare» che ogni mercoledì sera si ritrova per discutere di Gallarate e non solo: è il gruppo “Donne di Forza Italia”. Si descrivono così: «Siamo un gruppo di donne allegre, naturali e genuine, nato durante l’anno nel corso delle riunioni. Nonostante le differenze in termini di età e di professione, siamo un gruppo vincente, accomunato da valori e da obiettivi che speriamo possano continuare a prescindere dalla campagna elettorale. Obiettivi che non sono solo strettamente legati al partito, ma che spaziano dalla cultura alla beneficienza a tutto ciò che può fare del bene per Gallarate».

Un gruppo numeroso, con al suo interno otto candidate in corsa alle amministrative di Gallarate. In ordine alfabetico: Veronica Balestrieri, Margherita Adriana Maria Biffi, Vita Francesca D’Alba, Rosa Anna Maria Gemma, Roberta Fausta Maurino, Lara Paladino, Martina Vignoli e Rosalba Vona. Abbiamo intervistato alcune di loro in vista del 5 giugno.

Qual è il primo intervento che dovrebbe fare il futuro sindaco? «Il futuro sindaco dovrà concentrarsi innanzitutto sulla sicurezza», rispondono quasi all’unisono, «Perché la sicurezza è alla base di tutto. Come donne abbiamo sicuramente esigenze e sensibilità differenti, vogliamo vivere in una città che garantisca la sicurezza, dalla quale derivano la pulizia, l’ordine e il risveglio di una città che possa tornare a essere attiva e vivibile. Non vogliamo avere paura di transitare per le vie del centro né per i rioni: uno dei punti del programma è, infatti, il ripristino dei vigili di quartiere. Chiediamo un’innovazione in questo senso, un’innovazione che possa fare sicurezza e molto altro.

Quali sono i punti principali del vostro programma? «Il nostro programma è in primo luogo attento ai disagi e alle necessità dei cittadini, e tutto il gruppo “Donne di Forze Italia” ci aiuta a comprenderli, per esempio durante le giornate dedicate ai gazebo. Il nostro programma è sicuramente caratterizzato dalla concretezza. Le proposte riguardano tutte le fasce d’età della popolazione, dai più giovani agli anziani spesso dimenticati, agli stranieri per i quali puntiamo a una completa integrazione che vada oltre l’inserimento nel mondo del lavoro. Nel programma si nota subito una sensibilità particolare verso l’ecologia, alcune delle nostre proposte sono per esempio la costruzione di piste ciclabili, l’implementazione dei servizi di car sharing, l’installazione di pannelli fotovoltaici e così via: tutte misure già utilizzate nelle grandi città e che gradualmente si stanno diffondendo anche a Gallarate. E ancora, i parchi, il verde e gli animali, in un’ottica di città pet friendly. Per quanto riguarda la cultura, infine, vogliamo valorizzare il nostro patrimonio; focalizzando l’attenzione sul Maga come luogo di studio e cornice di eventi, il museo potrebbe avere un ritorno dal punto di vista umano eccellente. Occorrerà infine effettuare una rivisitazione per la gestione dei teatri».

Quali sono i tre settori più importanti su cui agire? «Oltre alla sicurezza, occorre sicuramente cercare di attrarre investitori nella nostra città. Le attività hanno chiuso e continuano a chiudere, è inutile promettere sgravi fiscali se non c’è la possibilità di mantenere quanto affermato. Piuttosto, andare alla ricerca di vie alternative come fondi regionali e comunali per riportare la città di Gallarate a come era 5 o 6 anni fa.  Abbiamo un aeroporto qui a due passi e non abbiamo un albergo in centro, l’unico che c’era è diventato una casa di riposo, e questo è terribile. Il terzo aspetto riguarda la sanità: nel nostro programma, infatti, è presente la proposta del polo ospedaliero unico tra Gallarate e Busto Arsizio, che noi sosteniamo fortemente».

Qual è la critica maggiore che fareste a chi ha governato in questi cinque anni? «Immobilismo, trascuratezza, apatia. Il sindaco ha trascurato la città sotto molti aspetti persino nella quotidianità, dalle erbacce per strada all’accattonaggio. La nostra città è diventata silenziosa ed è stata trascurata. Noi vogliamo una Gallarate di nuovo viva».

Qual è la cosa migliore che ha fatto l’attuale amministrazione? «È una domanda a cui non sappiamo come rispondere».

Chiudono sempre più attività in città. Che cosa fare per contrastare questa situazione? «Sicuramente, dove è possibile, cercare sgravi fiscali sia per imprese sia per famiglie. Esistono fondi, tenuti nascosti dall’amministrazione uscente, per favorire il rilancio delle piccole attività, come per esempio l’artigianato. Oggi siamo abituati tutti ad andare nei centri commerciali e ci dimentichiamo del piccolo negozio tenuto in vita dal via vai di persone che un tempo c’era e che, purtroppo, oggi non c’è più. Inoltre, sarebbe necessaria una sburocratizzazione, per eliminare le barriere in entrata per l’apertura di nuove attività. Poi, incentivare i giovani, spesso scoraggiati anche dall’abbondanza di leggi e di permessi da richiedere. “L’impresa in un giorno” che tanti pubblicizzano, in realtà non esiste. Mancano le persone e il contenuto. Perché i grandi marchi non arrivano a Gallarate? Perché non è più una città appetibile sotto tanti aspetti, a cominciare per esempio dalla scarsa illuminazione. Il bello chiama il bello e questo bello non c’è più. E poi occorre concentrarsi sui rioni. Ciascun rione ha un centro che deve essere valorizzato e, facendo vivere il posto, si riesce a rilanciare il commercio, oltre che la sicurezza. Ognuno deve cercare di apportare ciò che di meglio può fare. Gallarate sta diventando una città in ombra e ci stiamo adagiando a vivere con possibilità inferiori rispetto a quelle che stiamo portando avanti e che sappiamo di meritare. Questo coinvolge anche per esempio le associazioni culturali come la Corale Arnatese. Non si aiutano le associazioni locali né i giovani, il nostro futuro, coloro dai quali scaturiscono le idee. La città deve essere pronta ad ascoltare le esigenze di tutti».

Tra innovazione e tradizione a che cosa dare più spazio? «Non è questione di dare più o meno spazio all’una o all’altra. La tradizione offre l’opportunità di sviluppare l’innovazione grazie all’esperienza acquisita e agli insegnamenti del passato che, se si ha la forza di migliorare, portano al risultato concreto. Innovazione e tradizione sono due facce della stessa medaglia. La tradizione sono le nostre radici e non c’è futuro senza un passato alle spalle. Chiediamo un’innovazione in grado di fare per esempio sicurezza. Un ritorno alle origini, per riprendere le tradizioni e favorire la crescita di Gallarate. Siamo un partito legato alla tradizione, ma nel nostro programma l’innovazione non manca, basti pensare al progetto per la biblioteca, all’installazione di una connessione WiFi funzionante e all’apertura di punti informativi».

«Vogliamo concludere ribadendo il messaggio che è ora di intervenire. Il 24 maggio alle ore 21.00 abbiamo in programma un incontro dedicato ai patti prematrimoniali con Agorà».

 

 

Camilla Malacarne – Twitter @CamillaMalacarn

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3 risposte a “"Gallarate deve tornare a essere la città-salotto di un tempo"

  1. Pasquale

    La retorica della città-salotto è terribile. Il salotto delle vecchie case borghesotte con il cellophane sui divani e le pattine per non rovinare la cera? E lo sporco e il casino tenuto fuori nelle altre stanze?

  2. adriano

    candidature che vanno nella direzione del rinnovamento. Giovani e diversamente giovani alla loro prima esperienza politica. Donne impegnata anche nel sociale che
    sentivano l’esigenza di essere attive e dare voce ai cittadini e che hanno molto da dire. Sono fermamente convinte infatti che lamentarsi serva a poco e sia quindi necessario prendere una posizione per iniziare a costruire progetti concreti. La loro decisione di appoggiare Cassani è stata così una naturale conseguenza: sarebbe stato completamente illogico stare con qualcun altro.
    Un altro punto da sviluppare, secondo le candidate di forza italia, sarà la violenza sulle donne, di cui si parla poco e sul quale occorre una maggiore informazione, sensibilizzazione e preparazione a livello locale. Ultimo punto, ma non ultimo, il sociale, un settore che necessita di un prioritario e forte aiuto.

  3. GMT

    Nuovo spot.
    “un incontro dedicato ai patti prematrimoniali con Agorà”
    Chi lo tiene in Agorà? Chi ha già sfasciato la famiglia? Ah, sbadato, forse non si era tutelato!

    Mi sembra un club di annoiate mediatrici culturali … e sinceramente non ne sentiamo il bisogno.
    Gallaratesi pensateci quando esprimete le preferenze.

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