Cassani: "Non vogliamo chiudere il Maga"

«L’impegno da parte nostra c’è, per valorizzare sia la realtà del Maga sia il territorio», queste le parole di Cristina Cappellini, assessore alle culture, identità e autonomie di Regione Lombardia, a Gallarate mercoledì 18 maggio con il candidato sindaco del centrodestra Andrea Cassani. Guidata da Emma Zanella e Giacomo Buonanno, Cristina Cappellini ha potuto apprezzare le opere ospitate all’interno delle mostre “Urban Mining – Rigenerazioni Urbane” e “Abitare è essere ovunque a casa propria”.

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«La Regione ha investito tante risorse per il museo Maga, abbiamo sempre dimostrato il nostro impegno e continueremo a farlo, anche con tutte le problematiche in questi mesi oggetto di discussione a livello locale e regionale», ha dichiarato Cristina Cappellini. «Il museo Maga è una realtà bellissima, ma ha costi di gestione elevati. La Regione non può sostituirsi alla mancanza di risorse di Comuni e Province, a tutto il tessuto economico che fino a poco tempo fa permetteva di sostenere costi anche importanti».

«Nessuno vuole chiudere il Maga», ha precisato il candidato sindaco leghista Andrea Cassani. «Tuttavia, visti i costi di gestione elevati, sarà necessario intervenire per aprire il museo anche a investitori esterni, previa modifica dell’attuale statuto che non consente ciò. Penso per esempio all’eventuale entrata del Maga in un network regionale, come è avvenuto con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo e la Triennale di Milano, una partnership che ha demandato la governance del museo alla Triennale, che riceve i fondi e lo gestisce».

 

Camilla Malacarne – Twitter @CamillaMalacarn

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4 risposte a “Cassani: "Non vogliamo chiudere il Maga"

  1. Massimo gnocchi

    A parte quello alla sanità, o pochi altri ancora, praticamente tutta la giunta regionale è’ passata da Gallarate su invito del candidato di cdx Cassani. Non mi pare di ricordare cotanta attenzione per Varese e busto ma tant’è. Sul punto maga sicuramente la criticità finanziaria impone una generale riconsiderazione di sostenibilità economica da parte del comune. L’idea di esplorare ipotesi esterne private certamente non è’ quindi in se’ priva di senso.. Quel che forse occorre realmente fare, però, è una generale razionalizzazione di tutti gli spazi della cultura della città. Una cosa questa che noi riteniamo ormai non possa essere più dilazionata. In poche parole bisogna mettere tutto sul tavolo ed affrontare il problema nel suo complesso e non a “pezzi”. Per non svilire il valore, la storia e la prospettiva del maga in primis ma anche del teatro condominio, quello del popolo e della questione biblioteca.

  2. pasquale

    Dal farne il museo industriale del basso Varesotto a demandarne la governance a qualchedun altro il programma di Cassani continua a svilire il MAGA e cinquant’anni di storia Gallaratese. Il Maga deve diventare riferimento territoriale delle realtà culturali di un’area ampia! Altro che Cinesello Balsamo, con tutto il rispetto parlando!

  3. GMT

    Chiudere il MAGA no, ma snaturarlo …
    Non ci sono limiti alla fantasia del potere politico.
    Ai molti che il MAGA lo frequentano, e non lo usano solo per fare passerella politica, il museo piace esattamente così, con una sua collezione, con rassegne estemporanee, ma soprattutto con corsi, incontri, seminari, laboratori, eventi, …
    Certo si potrebbe razionalizzare un pò, ma chi non si è mai comprato un paio di scarpe in più solo perchè piacevano molto?

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