"Gallarate si è spenta. È ora della sua rinascita"

Abbiamo intervistato Nicolò Postizzi, candidato con la Lega Nord alle elezioni di giugno. Neodiciottenne (ha raggiunto la maggiore età il 26 aprile scorso, ndr), è il candidato più giovane in corsa. «Vorrei una Gallarate non solo più giovane, ma anche aperta ai giovani».

Perché si è candidato? «Sono giovane, conosco molti ragazzi e ragazze della mia età che vivono a Gallarate e credo che questa città da cinque anni a questa parte sia andata sempre più a morire. Per questo ho voluto mettermi in gioco e dire “Ci provo”. Tutti mi dicono che manca l’esperienza. Tuttavia secondo me è vero che serve per amministrare ma, quando ti metti in gioco, è fondamentale l’amore per quello che fai. E io sono spinto dall’amore per Gallarate, città che, teoricamente, dovrebbe offrirmi tante possibilità, ma in realtà per noi giovani la situazione non è così rosea».

Da quanti anni vive a Gallarate? «Da sempre. In diciotto anni ho visto cambiare la città. Conservo un ricordo nella mia mente: ero in prima media ed ero uscito a mangiare con la mia famiglia, i miei amici e i genitori dei miei amici. Era il periodo natalizio e avevano installato la pista di pattinaggio. Gallarate era bellissima e nessuno aveva paura ad andare in giro. Adesso, invece, bisognerebbe rinchiudersi in casa. Basti pensare ai commercianti nei pressi di largo Camussi che hanno paura a stare aperti durante la notte bianca».

Che idea ha della politica? «Sono innamorato della politica, ma non mi piacciono i politici (ride, ndr). Io penso che se uno vuole fare della politica il suo unico e solo mestiere, se uno magari già a 18 o 25 anni dice di iniziare come consigliere comunale per arrivare a fare solamente quello, allora non stiamo parlando della politica che mi piace, quella con la P maiuscola. Io personalmente non ho intenzione di fare politica, la mia ambizione è diventare un imprenditore. Finite le scuole superiori mi piacerebbe iscrivermi a ingegneria gestionale. Tuttavia, quando ce ne sarà bisogno, sarò sempre pronto a impegnarmi e a mettermi in gioco per Gallarate».

Quali sono i suoi maestri di vita? «Ho molta ammirazione per Umberto Bossi e Steve Jobs perché amo le persone che da zero, squattrinati e senza niente vanno contro tutti si mettono in gioco, magari non nutrendo grandi speranze, ma poi grazie alla genialità delle loro idee riescono ad avere successo».

Qual è il primo intervento che dovrebbe fare il futuro sindaco? «Con un’ottica commerciale, secondo me il futuro sindaco dovrebbe innanzitutto creare le condizioni affinché si possa insediare nel centro cittadino un importante marchio, uno dei cosiddetti attrattori commerciali, che possa fungere da motore per la ripartenza del commercio e delle attività già presenti, oltre che per il rilancio del centro stesso. Un provvedimento che sia il punto di partenza per trasformare Gallarate in un polo di attrazione grazie anche alla Pro Loco e a manifestazioni ed eventi, magari non in cinque, ma sicuramente in dieci anni».

Quali sono i tre settori più importanti su cui agire? «Tanto per cominciare, la sicurezza: i cittadini devono sentirsi tranquilli di poter andare in giro. Uno dei punti del programma prevede l’implementazione dell’organico del corpo della polizia locale, finalizzato a estendere i controlli soprattutto durante la notte e nei periodi più critici. Un’altra proposta un po’ più tecnologica riguarda l’adozione di un’applicazione per smartphone per richiedere interventi e inviare segnalazioni in tempo reale. Un altro settore su cui concentrarsi è sicuramente il lavoro: con il nostro programma ci impegniamo a promuovere la costituzione di cooperative sociali finalizzate al sostegno per i cittadini gallaratesi nell’attività lavorativa, così come, per quanto riguarda l’istruzione, il miglioramento del cibo e la riduzione del costo del buono pasto per tutti gli studenti gallaratesi ».

Qual è la critica maggiore che farebbe a chi ha governato in questi cinque anni? «Il problema di chi ha governato in questi cinque anni non è tanto ciò che ha fatto, ma ciò che non ha fatto. Ricordiamo che Gallarate è la città con il maggior tasso di immigrazione in provincia di Varese. Gallarate è stata gettata in una situazione di staticità».

Qual è la cosa migliore che ha fatto l’attuale amministrazione? «Ho apprezzato molto l’idea di installare una connessione Wi-Fi. Tuttavia, ho alcune riserve sull’effettivo funzionamento».

Tra innovazione e tradizione a cosa darebbe più spazio? «In questo momento forse alla tradizione, ma non perché tradizione non possa significare innovazione. Secondo me la tradizione è innovazione, l’importante è non fermarsi, non rimanere immobili. La tradizione deve comunque essere il punto di partenza, perché se c’è una base solida di tradizione il successo è assicurato».

Chiudono sempre più attività in città. Cosa farebbe per contrastare questa situazione? «Come dicevo prima, bisognerebbe creare e valorizzare un brand della città di Gallarate, coniugato all’organizzazione di manifestazioni ed eventi, per spingere le persone a recarsi in città e ad acquistare. Il tutto agevolando le attività già esistenti e le nuove aperture».

Cosa non vorrebbe vedere nella sua città? «Non vorrei vedere il degrado che c’è adesso: dalla sporcizia ai senzatetto ubriachi che il sabato pomeriggio e la domenica sera si trovano per strada e i vigili quando li vedono si fermano a parlarci. Il sabato sera vorrei vedere un gallaratese in giro».

Cosa le dice “diritti civili”? «Sembrerà banale, ma i diritti civili devono essere alla base di qualsiasi stato e comune. Sono ciò che tutela i diritti di qualsiasi cittadino. Tuttavia, occorre ricordare che quando c’è un diritto, c’è anche un dovere e se non si rispettano i doveri vengono a mancare i diritti».

Camilla Malacarne

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7 risposte a “"Gallarate si è spenta. È ora della sua rinascita"

  1. MT

    Questo giovane militante leghista e magari prossimo amministratore credo che viva in un mondo tutto suo, scrive testuali parole “Il sabato sera vorrei vedere un gallaratese in giro”.
    Ma allora tutti quei giovani e meno giovani che affollano locali come Potus, Giardino, Barbaresco e altri locali in centro chi sono?Forse degli ectoplasmi?
    Poi leggendo chi sia il suo maestro di vita(il Senatur) capisco tutto…
    Buon voto a tutti

  2. Kim

    Bravo.Complimenti.Ricordati pero’ che Gallarate ha una popolazione ” anziana “di eta’.
    Anche a loro bisogna pensare.

  3. GMT

    Innanzitutto.
    Non serve fare politica o diventare consigliere comunale per fare qualcosa per Gallarate. Molti giovani fanno volontariato. Perché amano le persone e amano Gallarate. E a loro modo cercano già da anni di dare una mano. Chi in Croce Rossa, chi al Melo, chi al canile, …
    Eppoi.
    Tempo addietro è riuscito anche a scrivere che se Cassani dovesse diventare semplice consigliere comunale, si dimetterà dall’incarico in Regione Lombardia molto ben remunerato dalle tasche dei contribuenti. Ma lo crede veramente? E siamo sicuri che Cassani sia d’accordo a lasciare tutti i benefit e i soldi che ottiene? Lo vogliamo sentire da Cassani stesso? O non è sicuro di essere eletto, ma solo di perderci?
    Stay hungry not foolish.

    1. Nicolò

      Non me lo sono inventato. Nel momento in cui dovesse diventare sindaco sarà costretto a lasciare il suo incarico molto ben remunerato, non è questione se è d’accordo o meno. Quando si è candidato sapeva a cosa andava incontro. Comunque io non sono Andrea Cassani quindi per qualsiasi dubbio può tranquillamente contattarlo sul profilo personale o sulla pagina Andrea Cassani Sindaco

  4. pmc

    “Buongiorno sig. Postizzi. Lei dice alcune cose condivisibili ed altre meno. Su facebook ha però scritto che Cassani avrebbe dichiarato che se anche dovesse perdere le elezioni diventando semplice consigliere comunale comunque si dimetterà dall’incarico politico che ha in regione e che è più che discretamente pagato dalle tasche dei contribuenti. Mi dice cortesemente dove e quando avrebbe detto questo cose Cassani che me le sono perse? Grazie. “

  5. Federico

    Appoggiando, come dice qualcuno, questo “giovane militante leghista”, vorrei far notare che EFFETTIVAMENTE la cittá di Gallarate, come si presenta tutt’ oggi, non è una delle migliori realtá in cui vivere. I Paraocchi, Sono Sulla gente che si ostina a dire che va tutto bene nonostante il palese degrado che affligge la NOSTRA cittá. Dico PALESE perchè da 19enne gallaratese quale sono riuscito soprattuto negli ultimi anni a trovarmi davanti scene di ogni tipo. Senzatetto ubriachi che infastidiscono le famiglie al punto di non farle uscire la sera, Ragazzi, da sottolineare minorenni, Che trovano locali dove ubriacarsi prima di andare in discoteca. E si tra questi ci sono molti gallaratesi, gallaratesi che potrebbero essere i vostri figli.
    Quello su cui vorrei fare Luce , è la totale mancanza di una sicurezza per NOI cittadini. Gente Che se torna a casa la sera passando dalla statione, rischia di Farsi pestare a sangue da qualche ubriacone o drogato nei paraggi. E non dite ” eh ma sei scemo tu che passi di notte da quelle parti” perchè penso si un diritto di tutti camminare nella propria cittá in totale tranquillità, a qualsiasi Ora e in qualsiasi momento.

    Ps. Molto probabilmente alcune mie idee non saranno per nulla condivise da voi o dallo stesso Postizzi.
    La Mia è solo una critica e un Campanello di allarme per questa cittá Che in fin dei conti considero CASA.

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