"Bisogna incoraggiare i commercianti a tornare a vivere la città"

Abbiamo intervistato Giulia Morosi, candidata de La Nostra Gallarate 9.9, la lista civica con candidato sindaco Rocco Longobardi. Molto legata al Conservatorio Puccini, le idee originali di certo non le mancano, come la proposta dei “pony books”, svelata durante l’incontro dei 9.9 dedicato alla cultura e al commercio.

Perché si è candidata? La mia entrata nello scenario politico non era prevista, è stato un inizio abbastanza: seguivo le pagine Facebook che trattavano di politica legate a Gallarate e, in particolar modo, quella de La Nostra Gallarate 9.9 perché c’erano tante persone che conoscevo da tempo. Un giorno sono intervenuta commentando un post sul conservatorio Puccini, esprimendo la mia opinione. Da lì ho iniziato a seguire meglio la pagina anche perché erano molto attenti e attivi. Mi hanno contattata in privato per propormi di entrare a far parte della loro squadra; ho iniziato a partecipare alle riunioni settimanali e mi sono appassionata fino a lasciarmi travolgere dalla loro filosofia.

Vive a Gallarate? Io vivo a Cardano al Campo da quando sono nata, ma sono molto affezionata a Gallarate perché è stata sempre il teatro della mia vita quotidiana, a cominciare dalle scuole. Inoltre, in questi ultimi tempi vivo il CAI come realtà associazionistica.

Che idea ha della politica? La mia idea di politica a livello di una città come Gallarate, città sicuramente di ampio respiro, è di una politica che oggi deve stare più attenta alle diverse esigenze dei cittadini. Oramai la popolazione è molto eterogenea, per fortuna. Anche per questo secondo me la figura del politico deve essere sensibile alla realtà nel suo complesso, dedicando allo stesso tempo attenzione alle peculiarità.

Quali sono i suoi maestri di vita? Li riconduco tutti all’ambito familiare in primis. La mia famiglia mi ha sempre sostenuto tanto, insegnandomi a essere determinata e a lottare per ciò a cui tengo. Fortunatamente siamo una famiglia molto unita. Poi ho vissuto incontri molto formativi a livello personale anche al liceo, così come all’università.

Qual è il primo intervento che dovrebbe fare il futuro sindaco? Sicuramente il sindaco deve pensare sia agli interventi da portare avanti nell’immediato e sia ad altri per il medio e lungo periodo, tenendo sempre presente i suoi obiettivi. Direi che il primo intervento è proprio l’avere in mente piano di lavoro organizzato e mirato.

Quali sono i tre settori più importanti su cui agire? Innanzitutto il sociale, per rendere Gallarate una città accessibile a chiunque; questo si traduce in tante piccole azioni concrete che secondo me stiamo mettendo in luce con il nostro programma. Un secondo settore particolarmente importante è quello del rilancio della città, che coinvolge tanti elementi, sia a livello di decoro sia di attività e iniziative. Infine, il terzo settore fondamentale è la sicurezza.

Qual è la critica maggiore che farebbe a chi ha governato in questi cinque anni? Elementi su cui ho riflettuto tanto in questi mesi durante i quali mi sono messa alla prova sono il dialogo e la comunicazione, qualcosa a cui secondo me si sarebbe potuta dedicare molta più attenzione. Spesso ho riscontrato situazioni in cui magari esisteva una realtà o un’iniziativa positiva, però la gente non la percepiva perché non era comunicata.

Qual è la cosa migliore che ha fatto l’attuale amministrazione? Ritengo abbiano fatto un buon intervento per quanto concerne il bilancio.

Tra innovazione e tradizione a cosa darebbe più spazio? Sono due elementi che ho sperimentato sulla mia pelle in questi mesi di lavoro al programma. Secondo me sono due aspetti che devono assolutamente convivere e andare avanti di pari passo. Nel concreto, penso che il lavoro congiunto di una persona con esperienza, indipendentemente dall’età, e di un giovane magari alle prime armi è fondamentale. Questo per non perdere di vista i vari aspetti della realtà, dei bisogni e delle esigenze. Ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di Alfiero per quanto gli asset culturali de La Nostra Gallarate 9.9. Lui è molto più grande di me e con molta più esperienza in molti ambiti, mentre io sono agli inizi: questa secondo me è stata la nostra arma vincente.

Chiudono sempre più attività in città. Cosa farebbe per contrastare questa situazione? Secondo me si possono fare diverse cose. In primis bisogna ripensare alla viabilità della città, agevolando e invogliando le persone a vivere il centro di Gallarate. In secondo luogo secondo me attività importantissime sono gli eventi che si possono tenere nel finesettimana e durante le serate. Poco tempo fa tra i commercianti era stata lanciata la sfida della vetrina più bella in relazione a un tema. C’è stata davvero poca partecipazione. Probabilmente bisogna trovare strumenti in grado di invogliare gli stessi commercianti a tornare a vivere la città.

Cosa non vorrebbe più vedere nella sua città? Non vorrei più vedere zone abbandonate a se stesse. Diverse volte, attraversando Gallarate in fasce orarie serali, mi sono resa conto che la città vive in alcuni orari. Non vorrei più vedere questo abbandono della città in determinate fasce orarie. È necessario pensare a un sistema che permetta a Gallarate di essere accogliente sempre.

Cosa le dice diritti civili? I diritti civili sono una categoria immensa di diritti. Secondo me richiamano innanzitutto una serie di principi, opportunità e strumenti che devono essere garantiti a chiunque.

Camilla Malacarne

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4 risposte a “"Bisogna incoraggiare i commercianti a tornare a vivere la città"

  1. GMT

    Ma questi Gallarate 9.9 vanno a destra, ma anche a sinistra, vivono Gallarate ma anche in altri comuni, vogliono più eventi e più partecipazione ma anche più decoro e pulizia, guardare all’oggi ma anche a medio e lungo termine, più tradizione ma anche più innovazione, …
    Mi hanno sempre detto di diffidare di quelli che vanno bene (o vogliono andare bene) per tutte le stagioni.
    Eppoi quel “ma anche” … sempre … implicito …, quella voglia sempre di non prendere posizione …
    E tutte queste energie prima …

    1. GM

      È una vera tragedia avere giovani che vivono Gallarate e che vorrebbero migliorarla, prendendo atto che ciò che è stato fatto prima non per forza è negativo e, quindi, magari, partire ANCHE da li. Non siamo distruttivi, ma costruttivi. Qual è il problema se non vivo a Gallarate?
      Comunque capisco sempre meglio perché tante cose non funzionano: finché non so è capaci di capire qual è la posizione degi altri è dura pensare ad un unione per rendere migliore Gallarate. C’è chi critica e basta e chi va avanti a testa alta, convinta del valore del programma che è nato in questo mesi. Questa è la mia posizione.
      Saluti!

  2. Agostino

    GMT questi 9.9 hanno idee molto chiare. Basterebbe che tu leggesse il programma. È l’unica lista civica veramente tale. La verità non sta ne a dx ne a sx e neanche al centro ma sta in coloro che non ragionare ragionano in base al colore partitico ma solo in funzione degli interessi dei gallaratesi.

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