Santi Apostoli, il quartiere tra storia e problemi di viabilità

Un quartiere che chiede al futuro sindaco di non essere abbandonato a se stesso. Emerge questo dalla nostra visita al rione Santi Apostoli di Busto Arsizio, in cui abbiamo fatto tappa nella giornata di martedì 26 aprile.

Chiuso tra la stazione centrale e i tanti supermercati del comune limitrofo di Olgiate Olona, Santi Apostoli è un quartiere piuttosto tranquillo che da solo riesce a soddisfare quasi tutti i propri bisogni: ci sono negozi (anche storici), il parco Genova, la chiesa e l’oratorio, le scuole e anche la sede dell’ Associazione Difesa Lavoratrici e Lavoratori (ADL). Ai residenti manca però l’ufficio postale. Per ovviarne la mancanza, i cittadini devono infatti servirsi di quello del quartiere vicino di Sant’Anna, raggiungibile in poco più di cinque minuti.

Anche se non esiste un vero e proprio centro di aggregazione, i cittadini dei Santi Apostoli sono molto legati ad alcune presenze “storiche” sul territorio, tra cui l’oratorio e il Centro Arcobaleno,il centro parrocchiale nato nel 1993, per rispondere alle richieste di alcune famiglie del quartiere come supporto ai loro bisogni sociali e per affiancarle nel loro compito educativo.

Il centro, strettamente legato alla vita della parrocchia e alla scuola materna, si inserisce anche nelle linee educative dell’oratorio ed è rivolto ai bambini delle scuole elementari Morelli e delle scuole medie Schweitzer. Inoltre, offre un servizio mensa e doposcuola dal lunedì al venerdì, integrati con momenti di gioco e di attività manuali e creative.

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Franca Rabolini

PUNTI CHIAVE DEL QUARTIERE– Il primo negozio storico che incontriamo percorrendo via Genova (la via principale del rione) è la gastronomia a gestione familiare, situata davanti al parco omonimo, che offre ai propri clienti tanti piatti di carne e pesce gustosi e di qualità (attirando clientela anche da fuori provincia).

Ad accoglierci con un sorriso, dietro il bancone, la proprietaria Franca Rabolini, che insieme al marito e al cognato gestisce il negozio. “Siamo qui da 32 anni – ci racconta Franca – riusciamo a sopravvivere perché mio marito cucina bene”. La signora Rabolini confessa quanto sia difficile per le piccole realtà far fronte alle tante tasse e alle lunghe tempistiche del comune per richieste banali. “Noi abbiamo uno spazio che per soli 5 cm è inutilizzabile in base alla normativa mentre se fossimo a Milano potremmo usufruirne senza problemi. Chiediamo alla futura amministrazione di essere più elastica”.

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Aldo Crespi e Claudio Angelo Tagnochetti

Davanti alla chiesa di piazza Don Cairoli, il negozio del signor Aldo Crespi è ancora aperto, dopo quasi 100 anni di attività. “Aldo è la storia del quartiere, un’istituzione per gli abitanti – ci dice Claudio Angelo Tagnochetti, residente nel rione da tanti anni – il suo negozio è un punto di riferimento per tutti”. Il signor Crespi vende di tutto, dalla frutta alla verdura e riesce a rimanere “vivo” grazie alla memoria storica del negozio, tramandato di generazione in generazione dal tempo in cui sorse la parrocchia. “Quando la mia famiglia aprì il negozio la chiesa era ancora una cascina. – racconta – Oggi si fatica a tenere aperto, soprattutto a causa delle tasse alte che i commercianti devono pagare”.

Inoltre, sul tema della sicurezza e della criminalità Aldo ci dice che la situazione in piazza è migliorata “soprattutto rispetto all’inizio degli anni 2000, quando ci furono vari arresti per spaccio”. Infine, il signor Crespi tiene a sottolineare l’importanza di un “parroco eccezionale come don Maurizio, grazie al quale il rione si è ravvivato molto”.

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Luigi Tranquillo

Qualche metro più avanti troviamo l’edicola e cartoleria del signor Luigi Tranquillo (che la gestisce da circa 17 anni) che ha aperto i battenti più di 40 anni fa ed è tappa fissa di molti residenti. Sul banco troviamo subito il volantino dell’incontro con il candidato di centrosinistra Luca Castiglioni, organizzato dall’Associazione di quartiere “Noi”( che si è tenuto nella serata di ieri, martedì 26 aprile, nella sala parrocchiale).

Ex arbitro, il signor Tranquillo ha vissuto una vita tra le vie del rione e proprio per questo ha ben chiaro cosa chiedere ai candidati sindaci della città: “Prima di mettere mano alla viabilità, come è stato fatto in passato, invito il futuro sindaco ad andare a parlare con i commercianti e con chi vive il quartiere”.

VIABILITÀ– Le auto parcheggiate ai lati delle strade del quartiere, soprattutto nei pressi della scuola primaria Morelli e del distaccamento della scuola secondaria Schweitzer, in via Toce, rappresentano uno dei maggiori problemi in termini di viabilità visto che le macchine  sono d’intralcio anche al passaggio delle vetture e alla fermata del servizio autobus per le scuole. Inoltre, queste rendono la visibilità piuttosto difficoltosa, soprattutto nell’uscita dagli stop. Per cercare di risolvere il problema, da anni la parrocchia ha messo a disposizione dei cittadini un’adiacente area dismessa per la sosta (fino alle 17 di ogni giorno), ma le problematiche rimangono. IMG_1193Altro disagio, segnalato dall’edicolante Luigi Tranquillo, è stato causato dall’istituzione del senso unico di marcia proprio fuori dal suo negozio, in prossimità della farmacia. Infatti, percorrendo via Genova non è più possibile raggiungere la farmacia e lo sbocco sulla strada del Sempione. È invece necessario fare il giro dell’isolato . Secondo Luigi “istituire un senso unico in prossimità di una farmacia, non penso sia stato un gesto sensato”.

TRASPORTI– Per quanto riguarda i trasporti, per raggiungere il rione è disponibile il servizio autobus STIE, linee 1 e 11.

 

Yelena Apebe

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