"Cacciati i fondatori, non lo posso accettare"

«A un certo punto c’è stato un veto sul nome di due dei fondatori. E questa cosa non la posso accettare». Anche Antonio Trecate – leghista battagliero, allontanatosi dalla Lega di Gallarate – dà l’addio a Borgo. E spiegando le ragioni della rottura avvenuta settimana scorsa (vedi qui), dice: «Non siamo noi che usciamo da Progetto Comune, perché è un progetto di tutti noi. Progetto Comune non è loro».

Per spiegare Trecate (secondo da sinistra nella foto, tra Lozito e Borgo) torna alle origini e ai due binari su cui nasce l’esperienza, quello di chi ha esperienza politica e quello della parte puramente civica: «Questo progetto politico è . Siamo noi che ci siamo seduti a tavolino insieme, per valutare se avevamo la forza. Era la forza di persone che venivano anche da diversi partiti politici, senza nascondersi dietro un dito. Poi c’è stata l’aggregazione della parte civica pura, importante. Questa era la nostra forza».

E quindi, cosa è successo nella settimana appena passata? «Eravamo consapevoli che era ambizioso il progetto, lo stavamo costruendo per bene, coinvolgendo le persone, tante. A un mese dalle elezioni, salta fuori il veto sul nome (in lista, ndr) di due dei fondatori, Rubino e Lozito: questa cosa non il sottoscritto l’ha digerita. Hanno fatto un’analisi soggettiva: hanno deciso occultamente, senza avvisare gli altri, di cancellare tutto ciò che per loro è politico. Attenzione: non sto parlando di partiti – che non c’entravano fin dall’inizio, tenuti fuori – ma di persone con un politico. Questo sì è un atto di vecchia politica: noi non sapevamo niente, dell’operazione Cittadini di Gallarate e del veto alla politica saltato fuori da un giorno all’altro».

Ad Antonio Trecate – uno che rifiuta sempre l’etichetta di “moderato” – non si può chiedere di essere tiepido, racconta la sua ricostruzione in modo franco e anche la situazione attuale dell’esperienza: «Io ho cercato di lavorare con tutti, ho abbassato il capoccione, ho lavorato per il progetto: Progetto Comune non è mica loro. Nessuno esce da Progetto Comune, perché non è di loro proprietà». Dove per “loro” s’intende ovviamente la componente fedelissima di Borgo.

E ora? «È successo da poco, ci stiamo organizzando. Obbiettivo nostro è andare avanti con il progetto: trovare una persona che si candida è una delle ipotesi. In ogni caso, proseguendo sulla via retta: la coppia Cassani-Caianiello è esclusa, per il sottoscritto. Rimaniamo alternativa al centrodestra e al centrosinistra. Siamo sul pezzo per proseguire sulla nostra via, anche se sappiamo che il tempo stringe».

Roberto Morandi

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2 risposte a “"Cacciati i fondatori, non lo posso accettare"

  1. massimo gnocchi

    Antonio mi dispiace ma stai sbagliando e te lo dico con la franchezza che sono solito avere. Pubblicamente perchè così si fa.
    Sabato 23 aprile sulle colonne de “la Prealpina” c’era un articolo farina del sacco…. del giornalista cui qualcuno aveva raccontato la sua versione dei fatti. Il titolo era eloquente: “il terzo polo si rompre, escono NCD e Ciellini”. Un articolo di un giornale locale così si scrive e si manda alle stampa ben prima delle ore 21 del venerdì (giorno prima ndr). Per quell’ora di venerdì, infatti, Borgo aveva una lettera in mano scritta da alcuni che di quell’articolo sono stati gli ispiratori che lo invitavano ad un chiarimento. Che a conti fatti non interessava a nessuno di loro altrimenti la Prealpina non avrebbe potuto scrivere ciò che ha scritto! Poche balle. Poi adesso tu scrivi che non hai potuto accettare che a due fondatori sia stato chiesto di non candidarsi al consiglio comunale. Sul fatto che sia un fatto grave, convengo. Sul fatto che non ve ne fossero le ragioni meno, ma questa è stata una scelta di Borgo che andava rispettata se realmente si credeva a ciò che si voleva fare.
    Come la storia di allargare a nuove forze civiche che, come accaduto con la lista “cittadini per gallarate”, venivano ad aiutare il progetto comune e non a provare ad affossarlo per mere questioni personali per non adombrare altro come invece alcuni stanno provando a fare.
    Di queste cose di solito si parla nelle segrete stanze della politica. Nient’afftto sono cose di cui la gente deve sapere ogni cosa per capire che il terzo polo esiste ancora, anzi è più forte che mai. E mi dispiace che tu dica ciò che dici. Fallo dire a qualc’un altro semmai.
    Alla cena elettorale nessuno tranne te brevemente (te ne rendo atto), visto che si parla di fondatori, mi ha chiesto il perchè io non mi candidassi. Io che il nome l’ho coniato, e già usato 15 anni fa alle amministrative di allora come una scialuppa in mezzo all’oceano. Anche solo per questo, permettimi, ma che sia tu a dire che progetto comune – Borgo sindaco non sia proprietà mia e della gente che spera in una valida alternativa per la guida della città mi fa sorrdidere. Ora ci ragioneremo su ma giusto il poco tempo che serve. Con immutato rispetto ti porgo un caro saluto.
    Massimo Gnocchi

  2. GMT

    Progetto Comune Borgo Sindaco è il nome e il logo costato ai molti che si sono avvicinati a un’idea di un’aggregazione alternativa a centrodestra e centrosinistra.
    Non è naturale che si tracci un percorso e un disegno, lo si metta a disposizione, lo si faccia apprezzare e valutare e lo si trasformi in altro o lo si metta da parte.
    Mi pare proprio che alcuni “poitici” vengano da quei campetti di calcio in cui, scontenti della squadra e del gioco, non accettate le regole dettate prima, non d’accordo sulle scelte dell’autoarbitraggio, a un certo punto, portino via il pallone.

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