Non solo bocce: il bocciodromo si racconta

Una delle più antiche associazioni di Gallarate è il Circolo Combattenti e Reduci di Crenna. I veterani di guerra dopo il ’44 hanno creato questo circolo, alternativo a quello ricreativo, già presente nel rione.
«Il primo circolo di Crenna aveva solo due corsie da gioco – spiega il Presidente della Bocciofila Enrico Piotti –. Nella nostra zona c’erano tante industrie tessili, gli operai avevano tutti il dopolavoro e venivano qui, era un punto di ritrovo per Gallarate ed è rimasto tale, anche grazie ai tornei estivi aperti a tutta la città».

Successivamente, poiché la disciplina sportiva era molto sentita, fu costruito il bocciodromo a quattro corsie con le tribune per gli spettatori, la sede attuale della Bocciofila Crennese. Si tratta dell’unico bocciodromo coperto e riscaldato nella zona di Gallarate. «Prima qui era tutto orto, un campo messo a disposizione degli abitanti del quartiere che venivano a coltivare la terra», racconta il presidente onorario Renzo Budelli.

Attualmente la bocciofila organizza una gara al mese. È un polo di attrazione per gli abitanti della città ma non solo: arriva gente anche da Milano, da Como e dal Piemonte. Sono tra i 400 e i 450 i giocatori che ogni mese transitano per il campo, spettatori esclusi. «Richiamiamo tante persone. L’unico problema che riscontriamo è la mancanza di parcheggi, anche a causa della nostra posizione nel centro del quartiere. Fortunatamente abbiamo una convenzione con un caffè qui vicino, altrimenti avremmo molte difficoltà» (la questione parcheggi e multe ha suscitato molte polemiche pochi mesi fa).

Oltre alle nostre gare regionali a cui partecipano tutti i migliori giocatori, vengono organizzate anche svariate iniziative, come per esempio le manifestazioni per i malati di Parkinson di Cassano Magnago i ragazzi della disabilità di Varese, entrambi grandi successi (ne avevamo parlato qui). D’estate viene organizzata una scuola di bocce per i ragazzi degli oratori.

simone-mattiolo-bocciofila«Il gioco delle bocce ha valori che si spingono al di là dell’aspetto agonistico. Si tratta di un momento di conoscenza, che vede la creazione di amicizie e rapporti umani che si concretano anche fuori dal campo», continua Enrico Piotti. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa disciplina non si rivolge solo ai «diversamente giovani»: il dodicenne Simone Mattiolo, infatti, si è classificato al terzo posto in una recente gara a Bergamo. Oltre alla Bocciofila Crennese, la sede è anche teatro della piemontese Bocciofila Stella, attualmente nel campionato di serie C.

«Stiamo cercando di recuperare dei giovani – conclude Enrico Piotti -, ma non è sempre facile: le bocce non sono uno sport olimpionico, perciò i ragazzi non hanno un riferimento come lo possono avere in altri sport, per esempio nel calcio o nella pallacanestro, e questo è un fattore da non sottovalutare».

Un bocciodromo crocevia di giocatori e non, grazie anche alla natura polifunzionale della sede, che si presta a qualsiasi tipologia di iniziativa. «Il bocciodromo è un punto di ritrovo per tutti i crennesi che altrimenti non saprebbero dove andare: anche per questo abbiamo bisogno che continui a essere così».

Tuttavia, i problemi nel quartiere non mancano: «Crenna sta diventando un dormitorio, non ci sono più negozi come una volta. Sarebbe necessaria una riqualificazione degli esercizi commerciali del quartiere, anche per attrarre più gente. Noi cerchiamo comunque di intercettare tutti».

Camilla Malacarne

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