97mila euro a Gallarate per la sicurezza

Simona Bordonali, Assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, ha incontrato i volontari della protezione civile e i cittadini per sostenere la candidatura del leghista Andrea Cassani, in corsa con la coalizione di centrodestra formata da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Civica, Libertà per Gallarate e altre civiche della stessa area.

bordonali-cassani-prociv«Essenziali e fondamentali», così la Bordonali ha definito i volontari della protezione civile durante la visita nella loro sede, ringraziandoli per il lavoro svolto. «Quando c’è un’emergenza loro sono la prima fonte di comunicazione». Ha inoltre ricordato la loro presenza a Expo: «Avete fatto cose grandiose, chiedere alla protezione civile di essere presente a Expo in attesa di un’emergenza non è facile».

La presenza della Bordonali è stata anche occasione per parlare di sicurezza, argomento sul quale è intervenuto anche il candidato sindaco Andrea Cassani.

La Bordonali ha esposto il programma che Regione Lombardia sta mettendo in campo per quanto riguarda le ferrovie, che prevede personale preparato e coordinato con la prefettura, per cercare di intervenire concretamente e in maniera più incisiva sull’ordine pubblico. «Ho seguito il problema della sicurezza a Gallarate e in particolare la situazione legata alla sua stazione, dove tutti dobbiamo fare la nostra», dice la Bordonali. «Ci sono responsabilità evidenti del governo per quanto riguarda i numeri della Polfer: il numero del personale dovrebbe essere più adeguato. Gli amministratori locali devono poi fare la loro, la stazione di Gallarate è assolutamente trascurata. C’è bisogno di un intervento importante attraverso la polizia locale, che si deve occupare della sicurezza stradale, della viabilità e dei problemi riguardanti la sicurezza urbana».

«Successivamente alle elezioni – continua Simona Bordonali – sarà opportuno attivare la legge regionale che prevede la possibilità della sicurezza integrata, ossia gruppi di cittadini volontari a disposizione del sindaco e della polizia locale che siano delle vedette sul territorio. Sono gruppi creati già in tante realtà in Lombardia e il numero di furti in questi comuni è calato. I dati di queste realtà dimostrano che sono un supporto importante per la sicurezza integrata». Gallarate riceverà da Regione Lombardia 50 mila euro per realizzare il progetto della videosorveglianza e 47 mila per la polizia locale, che avrà la possibilità di acquistare un’autovettura, due motociclette e undici radio portatili.

Sul tema è intervenuto anche il candidato sindaco Andrea Cassani: «Più vigili sul territorio e meno in ufficio, in modo tale che le forze dell’ordine possano presidiare tutto il territorio per il maggior numero di ore possibile, rivedendo anche l’accordo con il Comune di Cardano al Campo. Il Comune di Gallarate deve associarsi ad altre realtà con cui fare un presidio effettivo, e Gallarate le forze può averle: abbiamo più di 50 vigili tra il pattugliamento e i dipendenti dell’ufficio, quando la Regione prevede almeno 18 agenti della polizia locale per comune».

È stato toccato anche il tema dell’immigrazione: Gallarate con il 16% è sopra la media regionale, che prevede il 13%. «La sensibilità di un’amministrazione di centrodestra è fondamentale ed essenziale su questo tema, sia per la gestione del territorio e dei servizi sia per aiutare i cittadini», afferma la Bordonali. «Servono risorse e disponibilità, ed è una problematica sulla quale il sindaco deve avere un’attenzione particolare: la gestione è a livello di prefetture, ma un sindaco deve affrontare questioni non semplici, come per esempio quella dei minori non accompagnati».

«Il problema è anche la Commissione Territoriale di Milano che lavora per questa area: il 65% delle domande sono rigettate, mentre al 5,8% concedono lo status di profugo. Coloro che hanno visto la propria richiesta rigettata resteranno a Gallarate – il governo non effettua rimpatri – e costituiranno un problema in più per il sindaco e per il territorio: saranno ulteriori clandestini che si andranno a sommare ai 100 mila già presenti in Lombardia».

 

Camilla Malacarne

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