Sant'Anna vuole un sottopasso a misura di residenti per sentirsi Busto

A due passi da MalpensaFiere, al confine con Cassano Magnano, sorge il Villaggio Sant’Anna, il quartiere più a nord della città di Busto Arsizio. Le case arrotondate, gli ampi spazi verdi puntellati da migliaia di margherite, la viabilità piuttosto scorrevole e la cordialità dei suoi abitanti, contribuiscono a definirlo “quartiere gioiello” della città. I residenti chiedono, però, di essere collegati meglio con il resto della città e hanno chiesto modifiche al progetto di sottopasso che da anni dovrebbe collegarli con il centro.

BREVE STORIA– Il quartiere nacque come “villaggio” nel 1956, grazie ad un progetto che prevedeva di costruire 3500 alloggi nella zona rurale tra Busto e Cassano (le prime famiglie arrivarono nel 1961). Era un quartiere INA-casa, progetto nazionale che aveva l’obiettivo di  dare dignità alle persone che emigravano dal sud e da nord-est verso le grandi città di Milano, Torino e Genova. L’architetto, Enrico Castiglioni, volle costruire una realtà nuova, organizzata e soprattutto diversa dai quartieri in cui i palazzoni erano sempre i protagonisti indiscussi.  Oggi, quando si passeggia per il quartiere, si ha l’impressione di percorrere un “cerchio”, dove ogni luogo è collegato ad un altro e tutto sembra ordinato e composto.

I LUOGHI D’INCONTRO– Nel viaggio alla scoperta dei luoghi d’incontro ci aspetta Ivan Forestieri, portavoce dei residenti del quartiere. Camminando lungo le strade del rione ci rendiamo conto che Sant’Anna potrebbe definirsi di per sé un centro di aggregazione: l ’oratorio con le iniziative della parrocchia e il teatro Sant’Anna, il centro anziani, i parchi e alcune attività commerciali che, nonostante la crisi, tengono in vita la socialità del quartiere. I cittadini si conoscono tutti e l’incontro per le vie è l’occasione per fermarsi, scambiare quattro chiacchiere e augurarsi buona giornata. Le zone verdi, sfondo ricorrente attorno alle case, sono sicuramente uno dei punti di forza.

Il parco Giotto, a ridosso dell’asilo nido Maria di Nazareth, in viale Giotto 9, è curato e a “prova di bambino” con scivoli, altalene e tanti altri giochi. Ci sono anche un campo da calcetto e uno da basket. All’uscita della scuola materna, molte mamme si riuniscono qui con i loro figli che possono giocare senza essere sottoposti a particolari pericoli. Unica pecca, vista la grandezza del parco, la presenza di soli tre cestini, anche se non ci sono particolari problemi di sporcizia.

Percorrendo tutta la lunghezza del parco ci si ritrova immediatamente in un’altra area verde pubblica, quella di via Cascina Rossi. Qui i giochi per i bambini sono stati tolti, ma ci sono tante panchine inserite in un contesto piacevole.IMG_0821

In via Stoppani 4, a pochi passi dal parco e dall’asilo, si trova il Centro Sociale Sant’Anna. La struttura circolare ospita, per il momento, solo l’Associazione Alcolisti Anonimi, ma in futuro “si dovrebbe spingere per fare del centro un vero e proprio luogo di incontro per tutta la comunità, non solo appoggiandosi alle associazioni”- dice Ivan- “Il vero problema qui è che l’edificio avrebbe bisogno di essere ristrutturato, ma il progetto non è stato mai avviato”. Perlustrandolo da fuori, sembra quasi una struttura abbandonata, ci sono mattoni accantonati per terra come se dovessero iniziare dei lavori “ma sono lì da tempo”.

In termini di servizi, non si può dire che agli abitanti del “villaggio” manchi qualcosa. Ci sono bar, le Poste in piazza Gabriele D’Annunzio, un tabaccaio, una pizzeria, negozi di parrucchieri, un negozio di tatuaggi, un piccolo supermercato e la macelleria di Nando che riesce a tirare avanti nonostante i grandi centri commerciali sul territorio.

VIABILITA’– Il rione è attraversato dal servizio autobus STIE che lo collega alla città con le linee 1 e 11 (qui e qui gli orari). In termini di condizioni del manto stradale i residenti non possono lamentarsi e i parcheggi sono tutti gratuiti. Il progetto del sottopasso per collegare il quartiere alla Strada Statale del Sempione passando al di sotto della ferrovia , era già stato rigettato dai residenti durante l’incontro del 17 febbraio con l’assessore ai lavori pubblici, Paola Reguzzoni. In quell’occasione i cittadini avevano chiesto modifiche non facili da mettere in pratica a causa del costo elevato (ben 6 milioni di euro): “Non più una strada ad alto scorrimento, non più un nuovo tracciato che attraversasse campi e prati ma piuttosto un sottopasso di quartiere, vietato ai camion e molto più accessibile a biciclette e pedoni”. Altro problema è legato alla viabilità di via per Cassano, da cui alla rotonda, girando a sinistra si accede al “villaggio”. Molte volte, soprattutto la notte, le macchine percorrono il tratto ad alta velocità.

 

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Una risposta a “Sant'Anna vuole un sottopasso a misura di residenti per sentirsi Busto

  1. Daniele Colombo

    Mi permetto di commentare solo la questione relativa al sottopasso, facendo prima un breve cenno storico, e cioè che il progetto del sottopasso, vecchio più di trent’anni, era stato pensato considerando la viabilità attorno alla zona dei cinque ponti, molto infelice allora, e considerando anche che l’Hupac era in stazione. Ora, invece, camion diretti verso il centro non ce ne sono più, e sfido chiunque a dire che con l’automobile sia difficoltoso andare verso l’ospedale, il centro, Castellanza e sui bus non mi pare che ci sia sempre il pienone. Rimane il problema dei ciclisti (mancano delle ciclabili di collegamento alle passerelle). Ci sono delle piccole modifiche infrastrutturali da effettuare sulla via Cassano, per eliminare alcuni intoppi alla circolazione dei veicoli durante le ore di punta (1-realizzare una corsia di svolta a sinistra verso via Piermarini al semaforo della farmacia e 2-risolvere la strettoia di via del Ponte, in questo modo si fluidificherebbe il traffico verso sud, 3-modificare il funzionamento del semaforo delle carceri che verso nord, soprattutto alla sera, determina la formazione di una coda che arriva quasi fino alla rotonda di S.Anna, 4-anche se non riguarda direttamente la via Cassano, allargamento dell’ultimo tratto della via per Fagnano, cosicché possa diventare veramente la porta di accesso da nord e dall’autostrada, sgravando così un po’ di traffico dalla via Cassano). Queste opere, a mio parere, costano meno di 6 milioni di euro, non consumano terreno vergine, sono probabilmente più utili a tutta Busto e non solo a S.Anna e non ci mettono (a noi abitanti del villaggio) nelle condizioni di sentirci dire da qualsiasi sia l’amministrazione in carica ” ma cosa volete ancora voi di S.Anna, vi abbiamo fatto il sottopasso, ci venite ancora a chiedere di sistemare questo o quello!?!?!?”, risposta che, sì, ci farebbe sentire isolati dal resto della città.

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