Il Pd prepara la sua squadra, con l'allenatore Guenzani

Il Partito Democratico ha aperto la sua campagna elettorale giovedì 7 aprile alla Libreria Rinascita, con ospite il vicesegretario Debora Serracchiani. Con una metafora tutta calcistica che si rifà agli album delle figurine, il partito ha presentato “l’allenatore” Edoardo Guenzani, sindaco uscente ricandidato dalla coalizione formata da Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e dalla sua lista civica Città è vita. Il Pd rileverà prossimamente il resto della “formazione”.

«In questi 5 anni sono state fatte le cose più semplici che però, al contempo, sono anche le più difficili. Abbiamo ridato dignità alla città, con sempre un’attenzione particolare verso le persone» così ha esordito Giovanni Pignataro, vicesindaco e assessore all’urbanistica (si è occupato tra l’altro della revisione del Pgt, una delle scelte portanti rivendicate dal centrosinistra).

È intervenuto anche Alessandro Alfieri, segretario del Partito Democratico di Regione Lombardia «Negli ultimi anni abbiamo cambiato la geografia politica in Lombardia grazie al lavoro che abbiamo fatto sui territori. Abbiamo dato il via a una nuova fase, dimostrando la capacità di amministrare e il buon governo dei nostri amministratori. Abbiamo cambiato in positivo le comunità locali».

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Debora Serracchiani ha affiancato Edoardo Guenzani nel lancio della sua campagna: «Ogni sindaco sa che questo non è un lavoro facile: amministrare si può amministrare, ma farlo bene e prendersi cura della comunità è un’altra cosa. Proprio per questo quello dell’amministratore è un mestiere bellissimo, che consente di cambiare le cose, capire i bisogni delle persone e dare loro risposte».

«Siamo di fronte – ha continuato Serracchiani – a un profondo cambiamento anche a livello nazionale, ed esserne parte è bello, significa soddisfazione e al tempo stesso responsabilità. Partecipare a tutto questo è anche riuscire ad apportare cambiamenti e a muovere proposte. In Italia abbiamo ricominciato a credere e a fare investimenti che per tanto tempo non siamo riusciti a portare avanti».

«Noi del Partito Democratico la sfida culturale l’abbiamo accettata da tempo. Siamo consapevoli che, in Italia, anche se tutti a parole vogliono il cambiamento c’è anche chi sta bene come sta. Nonostante ciò non dobbiamo fermarci, insistendo anche all’interno del più ampio contesto europeo, le cui questioni possono sembrare lontane ma, in realtà, ci riguardano molto da vicino».

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Il vicesegretario del Partito Democratico ha posto l’attenzione sul tema delle migrazioni: «Di fronte a queste questioni non possiamo sottovalutare paura e perplessità. Esistono alternative al “non facciamoli entrare” della destra. A differenza di Francia e Belgio, in Italia siamo in una fase di immigrazione piuttosto giovane, e questo ci consente di ragionare sulle forme di integrazione e sul prendersi cura di tutta la comunità nel suo complesso, senza dover scegliere a chi prestare maggiore attenzione. La paura, anche quella dell’immigrazione, è una scelta e l’amministratore deve creare la condizione per cui, tra le tante scelte, si sceglie di non avere paura».
«Le sorti della nostra comunità – ha concluso la Serracchiani – dipendono dalle amministrative, da come vogliamo vivere e affrontare i problemi. E perciò abbiamo bisogno dell’intera comunità, per fare un lavoro tutti insieme e per ricominciare a parlare con la gente, ritrovando il contatto umano, fondamentale tra le persone e oggi sempre più difficile».

Camilla Malacarne 

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